La prima intenzione di oggi era quella di scrivere qualcosa di carino carino, grondante del mio solito grande senso dell’umorismo, definito da me “umorismo zero”, perché – diciamocelo – non faccio ridere nemmeno i due criceti che ho in testa (sempre che siano ancora vivi) o qualsiasi forma di vita che possa considerarsi animata -.-‘. Sì, insomma, meglio una pedata nel culo, che una mia battuta. Perciò abbandono l’idea e passo al post sclero, dove non farò altro che lamentarmi..
Nell’ordine naturale delle cose, in un mondo perfetto, la giornata di oggi si sarebbe svolta in modo diverso.
La sveglia suona. Gli occhi si schiudono. Mi sveglio fresca come una rosa, mi preparo con calma, scegliendo con cura cosa mettere e presto la dovuta attenzione a ME, perché mi voglio un casino di bene ed è dovere far notare la sicurezza che mi traspira da tutti i pori.
Perciò eseguo le seguenti operazioni:
- Operazione N.1: mi lavo i denti;
- Operazione N.2: metto almeno un filo di trucco (sta sempre bene, si sa) + profumo;
- Operazione N. 3: mi pettino i capelli in modo ultra fascinoso;
- Operazione N.4: prima di uscire bevo il mio caffè.
E poi via! Verso la stazione, il treno, l’università, dove seguo la lezione, rido come una matta e faccio tanti massaggini alle mani a tutti. ^_^
Ma questo non è un mondo perfetto e le cose, almeno per me, non seguono mai (e ripeto mai e ribadisco MAI!!) un ordine naturale.
La sveglia suona, ma io non la cago, come sempre. Non ci credo che sono già le 7 del mattino - penso - mi sarò addormentata sì e no un’ora fa.
Mio padre urla: “e’ tardiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii” e io in preda al panico penso “porco cazzo, non sono le sette, sono le sette e 40!!!!”.
Mi alzo, mi preparo in fretta raspando a casaccio quello che capita (uff! io volevo fare pandan di colori!).
Mi fiondo in bagno e trattengo un gemito nel guardarmi allo specchio.. ossignor che occhiaie... come cazzo si fa a voler bene ad una faccia del genere??
Eseguo le seguenti operazioni:
- Operazione N.1: con una mano prendo lo spazzolino e mi lavo i denti e con l’altra mi pettino;
- Operazione N. 2: ‘sti cazzi, non c’è tempooooooooooooo
Prendo il treno per un soffio e arrivo in aula più stanca di prima, mi sento addosso 10 anni in più. Ogni persona che mi incrocia tra i banchi mi chiede se sto bene, se ho l’influenza o qualche malattia innominabile (noooooooo è la mia faccia, porco mondo!!!).
Come è ovvio che sia, quando dormo poco la notte, il giorno seguente mi aspettano sempre otto ore di lezione ed è così anche oggi. Ho sonno e ho due occhiaie che sembrano il Grand Kanyon; tra l’altro non sento nessun movimento cerebrale… i criceti devono essere morti -.-'
Prego il signore perché questa sofferenza abbia fine, ma il Signore, come sempre, sfoggia il suo umorismo sottile che io paragono più volentieri al sadismo.
La porta dell’aula si apre ed entra la direttrice dell’università con al seguito un tizio con la telecamera più grande e stratosferica che abbia mai visto.
“Non vi spiace se questo signore fa qualche ripresa della classe e della lezione? – dice tutta raggiante – è di una rete locale e vorrebbero fare un servizio”.
Certo! Ovvio! Porco giuda!!!
Per il resto della lezione prendo appunti come non ho mai fatto in vita mia, cercando di non alzare gli occhi (le telecamere mi terrorizzano, mi mettono a disagio), cercando di non attirare l’attenzione. Forse l’attenzione l’attiro anche troppo, perché con la coda dell’occhio mi accorgo di avere la telecamera a 30 cm di distanza, puntata su di me e sul mio foglio (uhmmmmmm)
Vuoi vedere che io e la mia compagna di banco eravamo le uniche cretine che scrivevano? La lezione finisce. Guardo la direttrice salutare l’operatore e poi sorridere a tutta la classe. La fulmino con lo sguardo (peccato non mi abbia visto), con tutta probabilità era uscita dal parrucchiere un’ora prima e con tutta probabilità aveva in programma questa cosa da una settimana (¬_¬).
La vita è uno schifo, tutto è uno schifo e io mi faccio schifo. Prendo uno specchietto e guardo i cerchi viola che ho attorno agli occhi… bhè, mal che vada penseranno che portavo un paio di occhiali da sole, di quelli fashion naturalmente.