Non degno di nota
alle ore 14:52 di giovedì, 15 febbraio 2007

Questa notte ho fatto un sogno. Uhmm.. no, niente solidarietà e uguaglianza e pace nel mondo. Ultimamente faccio sogni alquanto strani, non racconto quello della sera scorsa perché ha sconvolto anche a me. Comunque!

Stavo salendo le scale di un ospedale, perché gli ascensori erano tutti occupati. Uno scalino, due scalini, tre quattro e mi ritrovo a dover procedere a mo’ di marcia funebre, perché davanti ho una ragazza con le stampelle che - incerta - saltella su ogni scalino. Lei si ferma e si scosta per farmi passare e “ma tu sei Siriaaaaaaaaa”.
Oh cazzo è lei! È la befana!! Quella stronza bagascia che lavorava in ufficio con me!! Ancora la odio, ciabatta!!
“Ciao, ti vedo proprio bene” - dico con un sorrisino malefico.
Ti sta bene brutta stronza, se ripenso a come mi trattavi. Per questo motivo ti chiamavo Mobbing. 
Lei non risponde, assume un’espressione tirata e acida (come sempre, ovvio).
“Potresti aiutarmi a salire le scale?”
chiede con stizza.

Io sto li, ferma, a guardarla e a pensare “schifosa ciabattaaaaaaaa” e sentire un forte desiderio di buttarla giù dalle scale. E invece che faccio? 

Opzione N. 1: Le sorrido e la sostengo mentre, piano, riprendiamo a salire le scale (e mentalmente la mando affanculo).
Opzione N. 2: Le sorrido e la mando affanculo.
Opzione N. 3: Le sorrido, la mando affanculo e la spingo giù dalle scale.
Opzione N. 4: Le sorrido, la mando affanculo e lei mi prende a stampellate in testa. 

Il sogno è stato interrotto sul più bello, perciò mi chiedo quale di queste opzioni sia la più valida, ma – soprattutto – non capisco proprio che senso abbia -_-
Magari me lo gioco al lotto.. magari, per una volta, qualcosa di buono potrebbe darmelo quella stronza.


UPDATE 16/02: Le vostre opinioni
Aggiornato 19/02, 20/02

Facendo un piccolo conto dei commenti, ecco quanto segue:

- 2 persone optano per la N. 1, in effetti, sebbene sia una stronza bastarda, mantengo il mio animo docile anche se sono a rischio di implosione.
- 5 persone hanno scelto la N. 2, una con la piccola variante di "mandala a fanculo e scappaaaa" e un'altra con "le sorridi e te ne vai"
- 20 persone optano per la scena più estrema (con piccole modifiche), personalmente anche io considero questa la variante più valida, non chè la più probabile.. in fondo si tratta solo di un sogno e allora sogniamo per bene!
- 4 persone, invece, preferiscono vedermi a terra massacrata a stampellate da quella befana, alias bagascia, alias stronza, alias ciabattaaaa. Sappiate che mi sono segnata i vostri nomi e sto già preparando le bamboline vodoo, maledetti :P

Non degno di nota
alle ore 21:18 di lunedì, 12 febbraio 2007

Anche se in questo momento ti trovi lontano, sei sempre dentro di me. Ricordo il tuo sguardo forte e sincero e ascolto le tue canzoni, che sono la mia fonte di incoraggiamento. E tu, Nana? La senti la mia voce?¹

Da: Me

A: Sally

Oggetto: Io ci guadagno il colore del grano.

Ciao Cuore mio,
tralascio la giornata noiosa di oggi, perché non ha senso riepilogare una cosa che hai vissuto anche tu.

Questa mattina ripensavo a tutte le persone entrate ed uscite dalla mia vita in questi ultimi anni. Incontri delle persone, condividi fotogrammi di vita, ridi, ti arrabbi e poi stop. CI si divide, ci si allontana, ognuno per la sua strada. Come è naturale che sia, il dispiacere che ne conseguiva era sempre grande, ma non ho mai potuto evitare di rimanere “affascinata” da tutto questo: dalla cattiveria delle persone, dalla loro instabilità e fragilità, dalla loro dolcezza e insicurezza.
Io per prima sono tutte queste cose, almeno credo, ma anche no. :P

Tutti hanno i loro meccanismi di difesa. Difendersi dalla noia, da sentimenti non corrisposti, da sensazioni poco chiare. Tutti sentono quando è il momento di dire basta, di chiudere, eliminare, dimenticare, ricominciare. Ma, dentro, qualcosa rimane sempre, o almeno per me ora è così “perché nulla viene per nuocere, bensì per arricchire lo spirito” che sia una ferita o un sorriso o qualsiasi altra cosa.

Quello che resta, quello che rimane è la cosa importante. Nessun rimpianto in fondo. Ci appendiamo ai ricordi perché il domani non è scritto, non si trova appiglio in qualcosa che ancora non ha sostanza. E forse hai proprio ragione, Sally. Forse tutte le persone che mi hanno sorriso, che mi hanno abbracciato, che mi sono state vicine anche solo per poco, hanno il loro posto speciale in me. Io non dimentico mai, lo sai.

Sai Nana…
I sentimenti delle persone mutano con facilità e la realtà che si riflette nel loro sguardo è illusione.
Non ci sono certezze. Però anche quando la luna ci appare calante, in realtà la sua forma resta sempre immutata. Non dimenticarlo mai.²

 

Da: Sally

A: Me

Oggetto: Re: Io ci guadagno il colore del grano

Io davvero non so come tu faccia ad essere così. Un giorno sembri come un impermeabile che non lascia traspirare niente, l’altro invece mi propini frasi New Age che, tra l’altro, rubi alla sottoscritta -_-‘.

Per quello che hai scritto, sì certo, anche io posso dire di essere affascinata di fronte ad una cosa di questo tipo, ma sorrisi sulla mia faccia non ne vedo. Non vedo solo la scia luminosa e calda del ricordo. Io non ci riesco. Non ci riesco. Sì, i ricordi restano, come grandi tesori, ma purtroppo queste cose mi spezzano dentro. Mi spingono ad analizzare ogni centimetro di quello che sento, ignorando quello che in realtà dovrei osservare e alimentando rancore, rabbia e risentimento.

Queste cose mi cambiano; mi rendono più spaventata, più cattiva, meno propensa ad essere la Sally che conosci. Con te, ovvio, non cambierebbe nulla. Tu sei tu. Ma gli altri! Le persone. Le persone sono come delle stanze da esplorare, ma se una due tre o quattro  di queste si chiudono a doppia mandata lasciandoti fuori, che senso ha continuare? Chi mi da la sicurezza che non succederà ancora? Nessuno, per l’appunto.

Ora potresti rispondermi con le solite massime o, meglio, frasi fatte del tipo “ chi non rischia e bla bla bla”. Ma perderesti solo tempo. Io non sono come te, io non sono un impermeabile new age. Tu vai avanti tranquilla. Io, pur essendo cosciente di quello che ho ricevuto, vado avanti chiedendomi dove ho sbagliato. Io cambio, chiudendomi sempre di più, arrabbiandomi sempre di più e forse, tra un po’, “incontro alle emozioni” come dicevi tu, non ci andrò più.

 

1) Ai Yazawa - Nana N. 29

2) Ai Yazawa - Nana N. 28

Non degno di nota
alle ore 22:54 di mercoledì, 10 gennaio 2007

L’invidia è femmina, su questo non ho dubbi (o quasi) e io sono l’invidia fatta persona. Invidio tutti, invidio tuttooooo!!! L’erba del vicino è sempre la più verde e pure l’erba che si fuma il mio amico Ste’ è sempre stata più verde di quella che avevo io ai tempi che furono (ora defunti), perciò lo invidio.

Ma l’invidia non nasce così, all’improvviso; è graduale, come quasi tutte le cose, come una malattia.

Quand’ero piccola invidiavo la barbie di Sbabbala (mia sorella), perché, premendo sul pulsantino dietro la schiena, muoveva il braccio destro e si scostava i capelli (che cosa strafiga). Ma la fonte principale, il combustibile che alimentava il fuoco e il motto “io non posso essere da meno!” o “lo avrò anch’io!” o “anche io farò questa cosa!”, era la mia super-amichetta.

Durante la settimana, per via della scuola, abitava vicino a me e non ricordo un solo giorno della mia infanzia senza di lei; vabbè ok.. quando mi ammalai di varicella, o quando caddi dal carro di mio nonno e mia madre mi trovò per terra svenuta, ma questo non fa testo.

Lei era perfetta, ma davvero perfetta!! Tanto che, fino alle medie, dovetti subire un confronto spietato, perché lei era una superfiga (e io no); poi stavamo sempre assieme e il confronto arrivava di conseguenza. Ma qui mi sto perdendo. Dicevo…

Lei era perfetta in tutto e aveva tutto! Aveva quel fornetto strafigo per fare i dolcetti (e io no), aveva delle bambole bellissime (e io no), aveva un nascondiglio segreto in un enorme cespuglio nel suo giardino (e io no!), aveva una mamma incinta (e io no!).
Ma c’era una cosa che le invidiavo più di tutte: faceva balletto classico (e io NOOO, porca zozza!!)

Perciò chiesi a mia madre di iscrivermi al corso, ricevendo un No secco come risposta. Io dovevo accontentarmi dei miei soliti passatempi, tipo:

- Sguazzare nella sabbia che avevo in cortile;

- Registrare cassette audio nelle quali sbraitavo canzoni;

- Continuare a disegnare le uniche cose che mi riuscivano meglio: banane (@_@) e persone con una paralisi alle braccia (più soli sorridenti).

Pochi giorni dopo, la mia super-amichetta, tutta ammiccosa, mi chiese il verdetto della mia richiesta, e io… MENTIIIIII, mentii spudoratamente e le dissi che mamma tutta gioiosa era corsa ad iscrivermi e che avevo pure fatto una lezione.

Mantenni in piedi questa storia per una settimana (ed ero tanto tanto felice, perché potevo esibirmi con le mie piroette acrobatiche), finchè lei, guardandomi con sguardo satanico, chiese a mia madre:

<Ma è vero che Siria fa il corso di balletto?>

I mie sogni di ballerina professionista si infransero in un secondo. Maledetti siano tutti i bambini e le loro domande del cazzo!

Un’altra cosa che lei aveva (e io No -_-‘) era un Super-amichetto. Mi sorbii per giorni i racconti dettagliati del fine settimana che aveva passato con lui, al punto che non ce la feci più, divorata dall’invidia le dissi:

<Anche io ho un super-amichetto e si chiama “Il mio superamichetto!">

Lei assottigliò gli occhi a due fessure.

<Ma scommetto che il tuo super-amichetto non ti tiene per mano>
<E invece sì>
<Ma scommetto che non ti da i bacini sulla guancia>

Al che ampliai la mia bugia

<Sì e me li da anche suo fratello. Suo fratello si chiama “Il mio superamichetto 2">

Lei strinse le labbra, gli occhi scomparvero, apri la bocca e disse:

<Ma scommetto che voi non vi spupazzate nel fienile>.

 




Update 12/01/2007:

Come qualcuno mi ha fatto notare, dovrei prestare attenzione alle 8400 persone che, prese da curiosità, interesse o compassione (ahahahahahahahah),  sono passate in questa stanza. Okok, contiamone 8300, perchè in fondo devo considerate anche le mie entrate.  Perciò, visto che non l'ho mai fatto, ringrazio tutti quelli che hanno lasciato la propria traccia, chi mi segue con costanza e anche chi si limita a dare un veloce sguardo.  Glazie ^^.

Update 15/01/2007:

Ho aggiornato il profilo visto che, tempo fa, alcune persone mi avevano detto che era talmente spoglio da sembrare... triste :D
Perciò ho pensato pensato pensato a cosa potevo scrivere di me e dopo tanto tanto pensare ho messo una piccola presentazione che, di me, non dice comunque NIENTE.  Buahahahahahah questa si chiama Coerenza.


Non degno di nota
alle ore 17:03 di lunedì, 08 gennaio 2007

< Ti è mai capitato di voler costruire qualcosa e trovarti le porte serrate sin dall’inizio?>
<Forse una volta, Sally.>

Le rispondo con noncuranza, distratta dalla canzone che aleggia nell’aria. Metto le mani fra i capelli, torturando ciocche esauste, per poi spostarle di fronte a me, sugli occhi, a palmi aperti.
Ho dimenticato l’odore dei pub quando si poteva ancora fumare, l’oscillare della testa al ritmo di un blues, mentre una nuvoletta di fumo si alza dalle dita e mescola sopra alle teste. Il divieto sembra aver portato un cambiamento anche nella musica che esce dalle casse appese alle pareti, nel tintinnare dei bicchieri e nel brusio delle sale.

Di fronte a me: una birra, la terza della sera e Sally, visibilmente alterata nello spazio-tempo. Come al solito è stata vaga, omettendo volutamente il 90% dei dettagli che possono delineare la situazione. Ormai ci ho fatto l’abitudine, è il suo modo per non esporsi e scoprirsi troppo. La guardo mentre inclina la testa di lato e sbuffa, scostando una ciocca di capelli dal viso. Mi capita spesso di chiedermi perché continui a tagliarsi i capelli a quel modo: taglio corto, con frangia che immancabilmente le copre gli occhi. Sarà che gli occhi dicono tutto, sarà semplicemente che adora quel tipo di taglio.

<E ci provi in tutti i modi - continua -  ma niente. A questo punto penso che sto sbagliando, forse non ne vale la pena.>

Abbassa lo sguardo sulle sue mani, si tortura nervosamente le unghie; quelle unghie che a cicli lunari vengono prese d’assalto.

<Forse devi avere solo un po’ di pazienza, non credi?>
<Pazienza, pazienza. Sempre io quella che deve aspettare. Mi aspettassero gli altri per una volta>
<Ne abbiamo già parlato di questo, mi pare. Se tutti avessero ciò che vogliono sarebbe un gran casino. E poi se non vale la pena aspettare, la cosa che vuoi costruire non ha poi così tanto valore
>

I suoi occhi si alzano fulminei su di me, seguiti da un piccolo sussulto delle mani. Ma non risponde. La guardo di sottecchi, la conosco così bene ormai che riesco a leggere in ogni impercettibile movimento una risposta a quello che dico. Quasi non riesco a credere a quante volte ho visto questa scena: io e lei, sedute ad un tavolo a bere e a parlare di tutto e niente.
Tra le due lei è sempre stata quella più insicura, quella che cerca conferme e risposte, l’indecisa; io, invece, ho sempre avuto un carattere più pratico, che semplifica tutto al minimo e forse è per questo che Sally ha continuato a cercarmi, in questi anni. Da parte mia, le ho sempre invidiato  quella naturalezza nel farsi trasportare al centro delle cose, a viverle con una passione tale da far invidia a chiunque. Per lei erano (e sono) le emozioni la cosa più importante nella vita; per me era (ed è) aver il minor numero di problemi possibile.

<Sei riuscita a capire quanto importante è per te questa cosa?> le domando
<Non ti arrabbi se ti dico che non lo so? Tanto credo>
<Beh no, non mi arrabbio. Credo che tu sia abbastanza prevedibile per me, ormai.>
<Già, è che mi sento bloccata sul nascere. Sai come sono… Mi sto richiudendo su me stessa come fossi una cartaccia da buttare. Un minimo di riscontro si deve avere, in qualsiasi cosa, sempre, altrimenti è come dare acqua ad una pianta secca>

Sorrido. Non è mai stata capace di esprimere i suoi sentimenti in modo chiaro, senza associarli ad un’immagine. Per lei tutto si può ricondurre ad un oggetto, un dipinto o una canzone.

<Una pianta secca può sempre riprendere a germogliare, o vuoi escludere la possibilità?>
<Io non voglio escludere niente, ma l’ottimismo di questi tempi non alberga dalle mie parti>
<Credo sia normale avere dei dubbi quando una cosa è incerta, ma questo non toglie che tu ci possa provare comunque. In fondo, lo hai sempre fatto, almeno hai tentato. Solo perché quello che vuoi costruire è semplice non significa che non ci siano sbarramenti. Si procede con calma e si valutano tutte le possibilità. Penso che queste siano frasi fatte, ma ogni tanto fa bene prenderle in considerazione.>

Sally sorride, mentre il riflesso del bicchiere disegna un semicerchio sulla pelle del suo viso. "Come un secondo sorriso" penso "come un secondo sorriso".
"