PREGHIERA
Donami la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che non posso accettare e la saggezza di nascondere i corpi di coloro che ho dovuto uccidere oggi perché mi hanno rotto le palle ieri.
Aiutami a stare attento ai piedi che pesto oggi, perché potrebbero essere collegati al culo che dovrei baciare domani.
Aiutami sempre a dare il 100% al lavoro: 12% il martedì, 23% al mercoledì, 40% al giovedì, 20% al venerdì e 5% al sabato.
E per concludere:
Siate come la piccola supposta che quando è chiamata a compiere il suo dovere lo fa fino in fondo e senza mai guardare in faccia nessuno, si mette subito in cammino cercando umilmente la propria strada…
E se qualcuno le si para davanti dicendole con presunzione ed arroganza:
“Lei non sa chi sono !?!?” intimamente sa già che non può essere altro che uno ***
***
La sveglia suona. Gli occhi si schiudono. Invero, se ne apre uno, mentre l'altro si ostina ancora tra il sonno e la veglia.
– Non ci credo che è già ora - penso sbirciando con odio la sveglia che continua a fare il suo lavoro: torturarmi – è proprio ora, scema io che mi ostino a stare sveglia fino a tardi a leggere.
Mi alzo e mi preparo, con calma questa volta, sono in perfetto orario o quasi. Spazzolo i pantaloni, perché altrimenti mia madre “non puoi andare in giro vestita così!! Guarda che pantaloni! Guarda che schifo! Ma dove ti sei seduta?????” e puoi dirglielo in 100 lingue diverse che non è colpa tua, che è la giacca bastarda a lasciarti una piccionaia addosso, ma nulla! Non sente! Perciò operazione spazzola. E poi via! Verso la stazione, il treno, l’università, dove seguo la lezione a tratti e mando affanculo tutti perché oggi proprio non ho voglia di fare tanti massaggini alle mani. -_-‘
E’ di certo una pessima giornata, le scarse ore di sonno (agitate tra l’altro) mi pesano addosso come un macigno e i miei pantaloni dicono una sola cosa: “hei guardatemi! prima di venire a lezione sono stata in un pollaio”. Olè!
Le ore di lezione passano in uno stato di semi-trance durante il quale prendo appunti a tratti e fulmino con gli occhi mezzo mondo; quest’ultima cosa raggiunge l’apice durante la pausa pranzo quando il gruppo d’élite si muove come un branco di pecore verso il fondo della classe per imbastire il solito banchetto stile “ultima cena”. Si dispongono in ultima fila, girando le sedie della penultima ed estraendo: ciotole-ciotoline-ciotolette, tovagliette e tovaglioli in coordinato e posate.
Io e Occhi Belli ci spostiamo solo di un millimetro; solitamente in modo poco educato approfittano di un nostro minuto di assenza per espropriarci il posto. Ci guardiamo con aria cospiratrice e ridacchiamo perfidamente. Col caspio che ci smuoviamo questa volta.
Sentiamo una pecora belare “spero proprio che voi vi giriate! Non vorrete fare le asociali!!”
Io e Occhi Belli ridacchiamo ancora.
“Mai e poi mai farò parte di quella setta” le bisbiglio.
Ancora pochi secondi e iniziano! Iniziano il loro discorsi intensi, così intensi da riuscire a farti sognare mondi meravigliosi e condurti in un universo di fate, gnomi e maghi.
Maria Maddalena (al centro) dice: “oh Ameba, cosa hai portato oggi? Sembra buono, come lo hai fatto? E.. e.. che bella ciotola!! Dove l’hai presa??”
Ameba: all’Ikea, c’è anche rossa, azzurra, verde e gialla. (segue descrizione della ricetta)
Un Belato: insomma giratevi dai! Non vi va di mangiare con noi???
Acidella: caspita Maddalena! Ma quello cos’è? Un termos?
M.Maddalena: una sottospecie.. vedi? Metti dentro l’acqua calda e poi sopra ci metti un contenitore con quello che vuoi tenere caldo, tipo la pasta.
Acidella: ma wow, ma bello e dove lo hai preso?
Maddalena: all’Ikea, c’è anche azzurra e verde.
Acidella: uuuuuuaaaaaauuu magari la prendo anche io.
Solocazzimiei: anche io ce l’ho! Bella vero??
Maddalena: ma fammi vedere, ma come hai fatto a togliere l’etichetta? Io ci ho provato per giorni, l’ho lasciata a mollo per ore ma niente!! Dimmi come hai fatto!! E… uuuuuuuuuuuuh ma che bella tovaglietta!!!
Solocazzimiei: l’ho presa all’Ikea e guarda.. c’è anche il porta-tovagliolo e il porta posate!!
Un altro Belato: siete proprio stronze! Giratevi!!!
Ameba: EgoAtlantico, tu cosa hai portato?
EgoAtlantico: mi sono fatto un insalata ne vuoi un pò?
Stop!
Stop!!
Stop!!!
Stop!!!
OcchiBelli ti prego andiamo fuori!!!!
Mi alzo e li guardo.
Solocazzimiei si fa i cazzi suoi, parlando con l’insalata mista.
Maria Maddalena, porta uno scialle proprio come mia nonna, manca solo l’uncinetto per completare il quadro.
EgoAtlantico si dondola sulla sedia e si appoggia al muro, a mo di equilibrista prende una mega forchettata di insalata e portandosela alla bocca ne lascia cadere ¼ per terra e ¼ sulla maglia; il restante va quasi a buon fine. Si guarda attorno disperato per vedere se qualcuno lo sta guardando e intanto cerca di mangiare l’insalata che per metà gli esce dalla bocca – secondo me gli cade! gli cade sicuramente – penso, trattenendo una risatina.
Acidella come il suo solito si guarda attorno fulminando le ciotole degli altri, solo lei deve avere la più figa.
Ameba, come avrete capito, fa l’ameba, senza tradire alcuna espressione facciale.
Io e Occhibelli usciamo, consapevoli che domani la scena sarà la stessa come lo è stata ieri, due giorni fa, la scorsa settimana e via dicendo.
Oggi il mio livello di cinismo è esorbitante, ma sti cazzi.
Oddio questo post rovina la mia fama di brava bambina!!!
Update 1/2/2007
Come predetto, oggi stessa storia. Ma giuro su Gesù bambino che se anche domani non trovo la mia sedia, mi munisco di lanciafiamme e do fuoco a tutto. Lo giurooooo!! Forse non è cosa buona giurare proprio su di lui. mah