Non degno di nota
alle ore 21:43 di lunedì, 02 aprile 2007

Cammino per i corridoi illuminati al neon, porte in successione sulla destra, porte in successione sulla sinistra. Ogni corridoio è la fotocopia dell’altro. Penso all’architetto e alla sua fantasia. Penso che ogni sezione è strutturata di proposito per non dare alle persone un senso di smarrimento durante gli spostamenti.
Mi ritrovo davanti ad una porta, inserisco la chiave e la porta scorrevole si apre, la supero ed entro in uno degli ambulatori sulla sinistra.

Appena entrata ho un sussulto e la mia faccia assume un espressione a dir poco sorpresa. Seduto su un lettino scomodo e duro c’è un ragazzino, avrà 14 anni non di più. I suoi occhi castani si spostano fulminei su di  me, rivelando un certo imbarazzo. Indossa un judogi con una cintura arancione, stretta con un nodo sui fianchi, che da al suo corpo una forma ancora più buffa.
Ho sempre pensato che il bianco sulle persone grassottelle stesse male, che allargasse ancora di più quello che in realtà già era e la conferma di questo pensiero ce l’avevo proprio di fronte a me, ma i ragazzi sono meno fissati su queste cose, anzi, non lo sono affatto.
Io sono invidiosa per natura, ma questa è una delle cose che invidio di più nelle persone (o meglio nei ragazzi): il non farsi paranoie, l’essere semplici e pratici e con poche seghe mentali.
Perciò nuova verità svelata: Siria evita accuratamente il bianco, il solo vederlo mi provoca crisi epilettiche -.-
Il ragazzino abbassa lo sguardo, concentrandosi sulla sua caviglia,  motivo della sua presenza. Io non riesco fare a meno di guardare il suo kimono, la cintura arancione, i suoi occhi marroni, i lineamenti del viso e pensare “uddiooo è lui! È la sua fotocopia!! È CiccioBello!!!

CiccioBello era un appassionato di judo ai tempi che ci conoscemmo e, come quel bel bimbo che avevo di fronte, indossava un kimono bianco con una cintura arancione. L’effetto sformante della cintura sul suo corpo era praticamente lo stesso, come del resto lo era il bianco, ma io ero una ragazzina iperinnamorata (seeeeee) e non badavo a queste baggianate.
Ho seguito molto la sua carriera come judoka: assistendo a molti allenamenti, dove si prodigava in salti sgraziati, arabesque e piroette che nulla avevano a che vedere con il judo e a due gare, nelle quali era arrivato (credo) penultimo ed era stato accusato di tentato omicidio per aver quasi soffocato con il suo peso un altro ragazzo (è una buggggia).
Devo ammettere che ci siamo visti molto in quel periodo, anche se la nostra vicinanza era fatta solo di sguardi e sorrisi. Eh, perché lui doveva allenarsi, mica pane e fichi!
A metà dei suoi allenamenti, ahimè, ero obbligata ad andarmene, perché avevo gli allenamenti di pallavolo al piano terra... Io a differenza di lui volevo diventare la nuova Mimi Ayuhara.
Ma mentre correvo, mentre saltavo, mentre mi buttavo per salvare una palla, un occhio era sempre puntato verso di lui, verso la mia unica ragione di vita, verso i suoi movimenti ineleganti, goffi e rallentati. Un occhio vigile e sempre attento su di lui, almeno fino a quando non mi gridavano “attentaaaaaaaaaaaa”.


Scopo di questo post non era descrivere la carriera mancata di CiccioBello come ballerino classico visto che il judo è un’arte che non riuscì mai ad imparare, ma lo spirito poco creativo mi ha già abbandonato e rimando il tutto a giorni più felici ^^.
Non degno di nota
alle ore 20:51 di venerdì, 19 gennaio 2007

CiccioBello (leggere post precedente) non mi fece solo il regalo di San Valentino, eh no! Il mese dopo me ne fece un altro, per la precisione l'8 marzo, giorno che celebra (??!) una festa che io non concepisco se non come ricordo di quello che successe nel 1908, ma anche no.
L'8 marzo decisi di starmene a casa ad oziare evitandomi auguri inutili e pacche sulla spalla stile camionista. Quale atroce errore avevo commesso! Non avevo pensato minimamente al mio carissimo CiccioBello, avrei riparato al mio scempio il giorno seguente, oh sì.
Il giorno dopo, il piccione viaggiatore resuscitò e tornò a farmi visita confermandomi che, oltre ai gatti, anche gli scassaballe sono duri a morire e hanno più di una vita. (Morale della favola n.2)

"Non sei venuta ieri!!!" disse
"Eh, mi spiace, stavo male" (tutte balle)
"CiccioBello ti aspettava sai? Oggi è lui a non esserci"

Misera vita, misera me!! Sigh :(  e pace

"Però - continuò - mi ha detto di darti una cosa, visto che ieri non ha potuto dartela di persona."

Piccione si chinò, aprì lo zaino, tirò fuori la classica mimosa e me la buttò letteralmente addosso. Era un mazzo enorme, ma davvero enormeeee!! E quello che pensai fu: "se questo mazzo è così enorme, significa che in quello zaino non c'è manco un libro!" Lo avevo sempre sospettato. No, aspettate.. ho scritto "la classica mimosa".
Quella non era la classica mimosa tutta morbidosa e giallissima e bellissima. La guardavo sconcertata, chiedendomi quale negozio avesse avuto il coraggio di venderla.  I fiori erano gialli sì, ma di quel giallo indefinibile, giallo scuro, giallo schifo, giallo pessimo. Le palline non erano tonde e grandi come dovevano essere, bensì piccole e irregolari.


"Ti ringrazio - risposi - ma non ti sembra un pò strana questa mimosa?"
"Io te lo dico, ma tu fai finta di niente ok? Ieri mentre andavamo a scuola, è entrato nel giardino di una casa e ha letteralmente strappato un ramo da una pianta, non ha resistito. Se non era per me ti dava direttamente il ramo e non questo mazzo. Io gliel'ho pure detto che faceva schifo e che non era come le altre."

Abbassai gli occhi sulle basi dei rametti accorgendomi che non erano tagliate, bensì strappate come diceva Piccione. Mi misi a ridere, pensando a CiccioBello che si arrampicava sulla ringhiera ed entrava abusivamente nel giardino. Che prova d'amore!! Che prova di coraggio!!!!

"Beh, basta il pensiero no? - mi disse Piccione - però, scusami, fa proprio schifo questo pensiero"





Una persona mi ha chiesto dove sia finito CiccioBello. In effetti vorrei saperlo anche io. L'ultima volta che l'ho visto, risale a 5 anni fa. Era molto cambiato, oh sì, e pensandoci bene il nome CiccioBello non gli si addice più. Bello rimane, ma Ciccio non lo è più, anzi, è un figo da pauraaaa. Per quanto riguarda i suoi studi o il suo lavoro sospetto che sia entrato a far parte di un commercio clandestino di mimose.

A presto ;)
Non degno di nota
alle ore 23:36 di martedì, 16 gennaio 2007

Ok, devo scrivere un post. Questo blog non è una testata giornalistica e bla bla bla e potrei fregarmente ma devo, perché qui mi danno per scioperanda e non lo sono, perché mi dicono che se apro un blog poi lo devo curare, gestire, pettinare e lavare come fosse il gattino che tanto desidero (anche se Chester ha dato una definizione migliore del blog, forse :D).

Allora curiamolo, gestiamolo, pettiniamolo e laviamolo questo blog! Quello che segue è un post tedioso ed inutile come tutti i precedenti.




In seconda media, sebbene fossi molto più sfigata dello stato attuale (es: Qui), incontrai il mio primo morosetto, al quale, in questa sede, assegnerò il solito nome di fantasia ovvero: CiccioBello (perché aveva le mani e le guance morbidose… ok ok era rotondetto, ufff non lo volevo dire!!! Però era carinissimo).

La cosa incominciò con un gioco di sguardi e si concluse con una sua amica che arrivava saltellante verso di me e diceva:

“Ti vuoi mettere insieme a CiccioBello?”
“Sì, mi voglio mettere assieme a CiccioBello”

Dopo questo la mia vita non subì il cambiamento radicale che mi aspettavo. Tutti i filmini mentali che mi ero fatta, rimasero filmini mentali, perché Lui continuava a stare per i cazzi suoi; io, invece, mi inacidivo peggio dell’aceto.
Si insomma, era il mio primo ragazzo (??!!??) e io non sapevo minimamente come dovevo comportarmi, mentre lui, a quanto si diceva (ma ci credo poco tutt’ora) aveva avuto altre due ragazze.

Perciò ecco la nostra bella storia: ci limitavamo ai saluti in lontananza. Io presto azzerai le nostre distanze portando con me un binocolo, almeno l’illusione di averlo vicino potevo averla. Questa cosa indefinibile durò alcuni mesi (ripeto Mesi e ribadisco MESI!!) fino a che lui decise di lasciarmi. Io ne rimasi distrutta, sconvolta, non riuscii più a riprendermi. Al solo pensiero sto male ancora (ahahahahahahahahahahah). Ok ok mi ripresi subito, però dovetti subire per giorni l’inutile compassione delle mie compagne di classe, che solo in quel momento, si scoprivano tutte in blocco le mie migliori amiche (ohibò, dovevo essermi persa qualcosa).

Poco prima di San Valentino, un piccione viaggiatore mi disse che CiccioBello voleva riallacciare la nostra storia idilliaca al che pensai “eh, sti cazzi, non se ne parla nemmeno”
Il giorno di San Valentino il piccione viaggiatore tornò e chiese:

"Vuoi rimetterti con CiccioBello?"

E io risposi:

“Sìììììììììììììììììììììì”

Perché ok che ero una sfigata, ma non così deficiente da voler avere 20 migliori amiche che mi scassavano le balle ogni giorno! Così io e CiccioBello tornammo assieme e quel giorno il piccione viaggiatore stramazzò al suolo per opera divina, non ci sono altre spiegazioni. CiccioBello, vista la fine del suo messaggero, prese coraggio e decise di darmi il regalo per San Valentino di persona e mi baciò pure sulla guancia. Uaaaaaaaaaauuuuu.

A questo punto, qualcuno o nessuno si chiederà cosa mi regalò. Ebbene mi regalò un orsetto in ceramica, con una rosa rossa di pizzo in mano:  QUESTO

La Rosa ormai non c'è più, ma era molto molto carino, o almeno, ai tempi lo trovavo carino. Così carino che lo conservai con cura nella sua scatola cilindrica e trasparente, sul comodino della mia camera. Lo conservai così per 8 anni. In fondo, anche un oggetto può mantenere saldi dei ricordi e CiccioBello è un ricordo. Un bel ricordo, che mi fa ridere come una matta e me lo fa immaginare mentre saltella da tutte le parti come un pirla. Ma purtroppo ogni bel ricordo, prima o poi, viene infranto, o quasi.

Un giorno tornai a casa e mamma disse:

"Stavo sistemando la camera, ho fatto solo per spostarlo ed è caduto… No, non si è rotto, ma mentre lo rimettevo nella scatola la rosa si è sgualcita, come dire, sfilata.. Sì ho provato a rimetterla a posto ma non ci sono mica riuscita. Si, mi spiace, ma senti.. tu per caso sapevi che quella rosa, in realtà, è un paio di mutandine?"

 

Morale della Favola: le persone riservano sempre delle sorprese, anche a distanza di anni -_-' 

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