Lui non parla più. Ascolta ma non risponde. Ascolta, ma non capisce.
Non si muove. Non tradisce più alcun movimento.
In silenzio guarda; "mi vedi?"... guarda, ma non vede. Guarda, ma non mi vede. Fissa il vuoto, fissa un niente.. Il tutto e il niente.
Mancanza. Mi mancano le storie che raccontano la storia; la sua voce che insegna e si raccomanda: "Cresci, impara... Ora basta studiare, ti devi sposare".
Sono due anni che non mi parli più, eppure ci sei ancora... Eppure è come se te ne fossi già andato.
(ubriaca style yeah! -_-')
Non ricordavo fosse così spaventosamente dispersivo, quasi inquieto nel suo strano ripresentarsi a me. Re-inserire il programma di riadattamento e ricominciare a guardare le cose nell'ottica del "pensante a un piede da terra". E giudicare se stessi in terza persona...
Lei in una stanza. Lei sola. Musica nell'aria... musica che trascina, allontana. Luce artificiale alle pareti. Respira a fondo, lentamente; come tecniche buddhiste di meditazione. La sua mente, sgombra dai pensieri della giornata, dal nervosismo caoticamente punzecchiante
E andava incontro a questo quasi ridendo, nella sua innocenza... persa in un attimo, nella luce fioca di un'abajure. E le dita che scorrevano sulla pelle, disinibite e immerse nella perfezione. Morbida sensazione, respirando gli odori...e i nervi che si scioglievano dalla tensione della prima vera dolcezza ricevuta. E lei si sentiva spronfondare, quasi galleggiare, in questo attimo che per lei significava una vita. Delle lacrime per battezzare la serenità e la pace.. e il vero amore.
(2001)